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Quesito Fiscale Minimize
 

Consulenza  diretta alla elaborazione di Parere Fiscale

Da molti anni  assistiamo piccole, medie e grandi imprese, con la stessa dedizione e premura, la nostra attività è diretta a fornire ai nostri clienti una consulenza fiscale che consenta di ottenere risparmio lecito di imposta. Spesso si verifica che una azienda o un imprenditore abbiano per così dire, un vestito giuridico non appropriato (s.r.l., s.a.s., ditta individuale etc..) che risulti essere assai oneroso. Altre volte la disciplina fiscale consente delle agevolazioni che applicate permettono di pagare meno imposte, d quelle che normalmente senza una conoscenza approfondita delle tematiche tributarie si versano. E' nostro impegno primario esporre la normativa in modo chiaro e più volte ai nostri clienti allo scopo di condividere assieme un percorso di crescita. E' prassi consolidata quella di rispondere ai quesiti e fornire consulenza fiscale online tramite interne o in conference call. Se siete interessati a richiedere un parere fiscale, un quesito fiscale od una consulenza, è facile e veloce. Esporre un quesito e richiederne il preventivo non è vincolante, né oneroso, è gratuito. Potete compilare il form sottostante ed entro 6 ore lavorative verrete ricontattati nel modo che preferite. La nostra tariffa minima ammonta ad €.60,00 (sessanta/00) ed aumenta a seconda della complessità del quesito fiscale. Richiedete una consulenza ai nostri Partners.

 

 
 
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Parere Fiscale esempio

 

Egregio
Sig. _________________________
 
Grottaferrata, Mercoledì 29  Luglio 2009
 
Oggetto: Stesura di Parere Fiscale
Committente: ________________________________________
 
Quesito fiscale:
Qual è la disciplina che regola l’emissione di scontrini non fiscali?
Possono le società ricollegabili al Gruppo ____________(gruppo di fatto senza partecipazioni tra le tre società ___________ S.r.l., ____________S.r.l. ed _______________ S.r.l.) emettere scontrini non fiscali?  
 
Risposta al quesito
 
Fonti normative:
L. 30 dicembre 2004 n. 311;
L. 23 dicembre 2005 n. 266;
Art. 12 L. 30 dicembre 1991 n. 413;
D.P.R. 696 del 21 dicembre 1996;
D.Lgs. n. 114 del 1998;
Artt. 2 - 3 D.P.R. 26 ottobre 1972;
Circolare n. 8/E del 23 febbraio 2006;
Provv. Dir. Agenzia Entrate 8 luglio 2005.
 
 
 
Premessa
Il diritto riconosciuto in capo ad alcune tipologie di imprese nel vedersi esonerate dall’obbligo di emettere scontrino fiscale comporta una serie di agevolazioni sia a carattere amministrativo gestionale che economico, si pensi al capitale risparmiato nell’evitare di acquistare misuratori fiscali e provvedere periodicamente alla loro manutenzione.
 
Requisiti
La L. 311/2004 disciplina la possibilità di trasmettere, in via telematica, distintamente e per ciascun punto di vendita, l'ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle eventuali prestazioni di servizi.
Tale agevolazione è riservata alle imprese della grande distribuzione commerciale, come definite dal comma 430 della L. n. 311 del 2004. Trattasi di aziende distributive operanti con medie e grandi strutture di vendita, ai sensi dell'art. 4, comma l, lettere e) ed f), del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 che definisce medie strutture di vendita gli esercizi aventi:
a.      superficie  superiore ai 150 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti;
b.     superficie superiore a 250 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
c.      superficie fino a 1.500 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 2.500 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
 
Per intenderci, il legislatore stesso ci fornisce definizione del termine “superficie di vendita”, per il quale si deve intendere anche quella occupata da banchi, scaffalature et similia, non si tiene conto della superficie  destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi.
 
Conseguenze della agevolazione
Chi usufruisce delle disposizioni in oggetto è esonerato dall'obbligo di certificare i corrispettivi mediante il rilascio della ricevuta[1], e successive modificazioni, ovvero dello scontrino fiscale, anche manuale o prestampato a tagli fissi[2]. L'esonero dall'obbligo strumentale della certificazione dei corrispettivi rende superflui gli altri adempimenti ad esso connessi, in altri termini, le imprese che intendono trasmettere per via telematica l'ammontare giornaliero dei corrispettivi non hanno l'obbligo di installazione ed utilizzo presso l'esercizio commerciale degli apparecchi misuratori fiscali [3]pertanto si ottiene risparmio sia in merito alle spese di acquisto, che di installazione che di manutenzione. In merito agli aspetti amministrativi viene meno l’obbligo di conservare il libretto di dotazione fiscale, di effettuare la stampa e conservazione dello scontrino di chiusura giornaliera e  la tenuta del registro dei corrispettivi da utilizzarsi in caso di mancato funzionamento dell'apparecchio[4].
Resta salvo il diritto in capo al cliente e l’onere sulle spalle dell’azienda di rilasciare fattura su richiesta del cliente[5].
Restano, inoltre, inalterati gli obblighi di registrazione, liquidazione e versamento periodico ed annuale dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di tenuta e conservazione delle scritture contabili di cui all'art. 39 del medesimo D.P.R. n. 633 del 1972
 
Adempimenti
È necessario inserire, negli scontrini che comunque vengono rilasciati al cliente, la dicitura di “natura non fiscale dello titolo ai sensi dell'articolo 1, comma 429, della legge n. 311 del 2004”. In tale circostanza le imprese - fermo restando l'obbligo di mantenere inalterato il sigillo fiscale e la memoria fiscale degli apparecchi, anche a garanzia della verificabilità di tutte le operazioni effettuate prima dell'adozione delle procedure in commento - sono, comunque, esonerate dagli adempimenti periodici di manutenzione e verificazione dell'apparecchio, atte a salvaguardare la "funzione fiscale" del misuratore di cassa.
 
Focus
Le imprese che si avvalgono delle agevolazioni in esame non possono invece ricorrere alla cosiddetta fatturazione differita[6], ossia quando è emesso all'atto della consegna o, se anteriore, del pagamento del corrispettivo uno scontrino o ricevuta fiscale integrato con l'indicazione del codice fiscale dell'acquirente o committente o dei dati identificativi del cliente. In tal caso, infatti, l'emissione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione del bene è consentita solo quando la consegna o spedizione risulti da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione ed avente le caratteristiche determinate[7], ovvero da scontrino o ricevuta fiscale integrata.
In altri termini su richiesta del cliente, le imprese possono emettere solo fattura immediata e non differita.
 
Trasmissione telematica
Le imprese che intendono avvalersi della trasmissione telematica dei corrispettivi devono inviare i dati richiesti secondo le specifiche tecniche allegate al provvedimento, utilizzando il servizio telematico Entratel o Internet.
Resta ferma, comunque, la possibilità di avvalersi degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni[8].   
L'impresa che opta per la trasmissione deve, procede a comunicarlo alla Agenzia delle Entrate ed una volta effettuata l'opzione, è tenuta a trasmettere con cadenza settimanale i dati relativi a ciascun periodo di riferimento (fissato dal lunedì alla domenica).
Unica eccezione alla periodicità settimanale (lunedì-domenica) dei dati trasmessi è stabilita per i corrispettivi incassati nel periodo infrasettimanale al termine di ciascun anno solare, che devono essere trasmessi separatamente.
La scelta vincola l'impresa per un intero periodo d'imposta e, se non revocata all'inizio del nuovo anno solare, si intende tacitamente rinnovata per il periodo successivo.
Se, infine, l'opzione di avvalersi della nuova procedura è effettuata nel corso dell'anno solare, l'impresa, entro il termine stabilito per la prima trasmissione, deve comunicare anche i dati relativi al periodo compreso tra l'inizio dell'anno e la data in cui è operata la scelta (partita Iva, denominazione, comune, provincia ed indirizzo della sede legale, dati anagrafici, se persona fisica,  anno di riferimento, tipo di invio, periodo di riferimento, ventilazione dei corrispettivi, numero dei punti vendita, numero di REA, comune, provincia e indirizzo del punto vendita, etc..).
 
Conclusioni
Si deve focalizzare sul dettato letterale della norma da quale  si evince che le disposizioni agevolative sono riferite ad imprese della grande distribuzione che operano attraverso più punti vendita ubicati nel territorio dello Stato e che, pertanto, un'impresa con un unico punto vendita, ancorché avente le dimensioni richieste dalla norma, non può avvalersi della procedura in commento. Detto limite si desume, d'altronde, dal concetto stesso di "grande distribuzione", che presuppone un'attività destinata ad una ampia platea di clienti, svolta in più punti vendita di grande dimensione dislocati sul territorio. Quindi in virtù di quanto appena rilevato allo stato attuale essendo il Gruppo _____________________ un gruppo di fatto senza partecipazioni effettive tra le varie società, non può usufruire delle agevolazioni previste, diversa invece si presenterebbe la situazione qualora vi fosse un soggetto giuridico che detiene lo quote delle società satelliti e/o figlie.
 
 
 
 

[1]Fiscale di cui all'articolo 8 della legge 10 maggio 1976, n. 249.
[2]Legge 26 gennaio 1983, n. 18, e successive modificazioni (cfr. art. 12, comma 1, della L. n. 413 del 1991).
[3]Legge 26 gennaio 1983, n. 18 e nel D.M. 23 marzo 1983 (modificato con provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 4 marzo 2002 e del 28 luglio 2003).
[4]Coloro che intendono avvalersi della procedura in commento, possono chiedere la defiscalizzazione del misuratore fiscale già in uso. A tale riguardo, si è dell'avviso che l'impresa possa continuare ad utilizzare il misuratore di cassa fino ad esaurimento della memoria
[5]Comma 431 della L. n. 311 del 2004, infatti, dispone espressamente che è fatto salvo l'obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente "non oltre il momento di effettuazione dell'operazione ... " (cfr. art. 22 del D.P.R. n. 633 del 1972).
[6]Art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633 del 1972, nell'ipotesi di cui all'art. 3, comma 3, del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696
[7]Decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472.
[8]Art. 2, commi 2-bis e 3, del D.P.R. n. 322 del 1998.
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