Enti non Profit  
 
Mondo Non Profit Riduci
 
Assistenza e consulenza alle iniziative volte alla costituzione di enti no profit o dirette ad aderire alla Legge 398 del 1991 per l’esercizio di attività commerciale.

 

Da anni assistiamo e tuteliamo le iniziative dirette alla creazione di associazioni   con finalità apolitiche e senza scopo di lucro. La  dedizione nel lavoro ci porta ad avere una  profonda conoscenza della normativa fiscale e civile italiana in materia di enti no profit (Onlus, Fondazioni ed Associazioni di promozione sociale) in particolare della forma giuridica delle A.p.s. (Associazioni di Promozione Sociale).  Siamo esperti nella fase di creazione, consigliando i clienti sulla forma giuridica da scegliere, sui riflessi fiscali e giuridici, redigendo atti costitutivi e statuti conformi alla legge in vigore ma rispettando le esigenze di una corretta ed efficiente gestione della vita associativa. Redigiamo bilanci sociali, piani finanziari e piani di costo. Forniamo ai nostri clienti format di modelli di adesione (persone giuridiche e fisiche), consulenza nella  registrazione di marchi di impresa e collettivi,  format contrattuali e consulenza nella elaborazione e integrazione di contratti tipici della vita associativa, format di fatture e/o ricevute etc.. Il nostro impegno è volto  a fornire  una consulenza globale che consenta  di poter usufruire a pieno del potenziale dello strumento associativo. Infine  assistiamo il cliente nella adesione alla L. 398/91 che concede la possibilità di svolgere attività di impresa (intesa come una attività commerciale).

 
 
 
Abbiamo già prestato consulenza nel Mondo Non Profit (Associazioni di Promozione Sociale APS, Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale Onlus, Fondazioni, Società Sportivo dilettantistiche, Associazioni Sportivo Dilettantistiche ASD, Organizzazioni Non Governative ONG, Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza IPAB, Comitati, Organizzazioni di volontariato), ed assistito clienti per associazioni operanti nel mondo cattolico, nella promozione e tutela dei prodotti Italiani (moda, beni e servizi), in attività sportivo dilettantistiche (basket, volley, calcio ad undici, palestre...), nel mondo della enogastronomia ed in scuole di cucina, nella promozione e tutela della cultura latina, in scuole di musica e nella relativa organizzazione di eventi, in associazioni che promuovono la passione del volo con o senza mezzi a motore.....Se volete essere assistiti in modo professionale con cortesia ed efficienza non esitate e contattateci ai seguenti recapiti:

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gio 10/29/2009 @ 11:35
VOTO: 

Mondo Non Profit
Associazioni di Promoziona Sociale
EROGAZIONI LIBERALI:
LE AGEVOLAZIONI FISCALI
1. PREMESSA
Il sistema tributario italiano prevede numerose agevolazioni fiscali, per i contribuenti che effettuano erogazioni liberali a favore di determinate categorie di enti di particolare rilevanza sociale, sia sotto forma di detrazioni d’imposta che come deduzioni dal reddito imponibile Irpef.
È bene ricordare che la differenza tra detrazioni e deduzioni è di natura sostanziale. Infatti, mentre gli oneri detraibili incidono (in percentuale) direttamente sull’imposta lorda, riducendo di fatto l’imposta dovuta dal contribuente, gli oneri deducibili sono spese che possono essere portate in diminuzione dal reddito complessivo rilevante ai fini Irpef, prima del calcolo dell’imposta. Pertanto, quest’ultima tipologia di spese, riducendo a monte il reddito imponibile, determina un beneficio pari all’aliquota massima raggiunta dal contribuente.
Ci sono, poi, alcune agevolazioni fiscali, destinate alle erogazioni liberali effettuate dalle imprese che permettono di ridurre il reddito imponibile IRES.
Inoltre per alcune finalità di interesse sociale è possibile destinare una quota dell’Irpef (pari al 5 per mille). Molte delle erogazioni liberali contemplate ai fini delle agevolazioni tributarie hanno come destinatari enti appartenenti al settore del non profit, comunemente detto anche “terzo settore”, definizione derivata dal fatto che esso ha un ruolo distinto ed intermedio sia rispetto ai pubblici servizi che rispetto al mercato. In Italia le istituzioni del terzo settore rappresentano ormai una importante realtà, il numero di organizzazioni, di occupati e di volontari è infatti molto cresciuto nell’ultimo decennio, assumendo una rilevanza economica e sociale non trascurabile.
Negli ultimi anni il legislatore fiscale ha ampliato notevolmente i benefici e le agevolazioni, per questo settore, consapevole dell’importante funzione che esso svolge.
Finalità di questa guida è, pertanto, quella di fare il punto sulle numerose agevolazioni fiscali al fine di permettere, a coloro che effettuano erogazioni liberali, di cogliere le numerose opportunità di risparmio di imposta previste dal nostro ordinamento.
 
Come e quando far valere le erogazioni liberali
Sia che l’agevolazione consista in una detrazione d’imposta che in una deduzione dal reddito imponi- bile è possibile farla valere in occasione della dichiarazione dei redditi (modello 730, modello UNICO).
Per il principio di cassa le deduzioni e le detrazioni spettanti si calcolano tenendo conto delle erogazioni liberali effettuate nell’anno cui si riferisce la dichiarazione (c.d. periodo d’imposta): per esempio se l’erogazione liberale è stata fatta nel 2007 potrà essere considerata solo con la dichiarazione dei redditi relativa al 2007 da presentare l’anno successivo.
È bene ricordare, infine, che alla dichiarazione dei redditi non si deve allegare alcuna documentazione comprovante l’effettuazione delle erogazioni liberali. La documentazione tributaria relativa alla dichiarazione di tutti gli oneri sostenuti, infatti, deve essere conservata dal contribuente fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione ed esibita, se richiesta, ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate. LIBERALI:
 
LE LIBERALITÀ ALLE ONLUS
LA DEDUCIBILITÀ DAL REDDITO DELLE EROGAZIONI LIBERALI ALLE ONLUS
Per effetto del cosiddetto decreto sulla competitività (D.L. n. 35 del 2005), le persone fisiche e gli enti soggetti all’IRES, in particolare società ed enti commerciali e non commerciali, possono dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le liberalità in denaro o in natura erogate a favore delle ONLUS, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (più specificatamente, l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti).
Più precisamente:
• ai fini della deducibilità dal reddito, le erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari;
• le erogazioni liberali in natura devono essere considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari); il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, perizie, eccetera), deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l’indicazione dei relativi valori.
Attenzione: nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui, vanno comprese anche eventuali erogazioni liberali alle associazioni di promozione sociale iscritte nell’apposito registro nazionale, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica individuate con D.P C.M. 8 maggio 2007 (vedi capitoli 3, 5 e 8).
È necessario, inoltre, che il beneficiario dell’erogazione:
• tenga scritture contabili che descrivano con completezza ed analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione;
• rediga, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del periodo di gestione.
Il documento rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria può assumere forma simile a quella di un vero e proprio bilancio, rappresentato da stato patrimoniale e rendiconto gestionale. Lo stato patrimoniale deve distinguere tra attività istituzionale, accessoria, di raccolta fondi e la gestione del patrimonio finanziario.
Il rendiconto gestionale deve indicare tipologia e qualità delle risorse, sia in entrata che in uscita.
Inoltre è consigliabile che l’ente predisponga una relazione sulla gestione per illustrare le varie voci di bilancio. L’inadempimento dei suddetti presupposti comporta la perdita del beneficio della deduzione fiscale per il donante. Pertanto, qualora nella dichiarazione dei redditi del soggetto erogatore delle liberalità siano esposte indebite deduzioni dall’imponibile, operate in violazione dei presupposti di deducibilità sopra evidenziati, si applica la sanzione dal 200% al 400% della maggiore imposta o della differenza del credito (corrispondente alla sanzione ordinaria maggiorata del 200%).
La maggiorazione del 200% non si applica in caso di mancato rispetto degli obblighi contabili.
Nel caso in cui la deduzione risulti indebita per l’insussistenza dei caratteri solidaristici e sociali dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico o rappresentati a chi effettua l’erogazione, l’ente beneficiario ed i suoi amministratori sono obbligati in solido con coloro che hanno donato per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate.
Divieto di cumulo. Questa deduzione non può cumularsi con altre agevolazioni fiscali previste da altre norme (vedi paragrafo successivo), indipendentemente dall’importo erogato. Ad esempio, se il contribuente effettua erogazioni liberali (anche a più beneficiari) per un valore superiore al limite massimo consentito di 70.000 euro, non potrà avvalersi, per la parte eccedente tale limite, del beneficio della deduzione o detrazione, neppure ai sensi di altre disposizioni di legge.
La scelta effettuata per un tipo di agevolazione si applica a tutto il periodo d’imposta.
In alternativa alla deducibilità sopra illustrata, le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali in denaro alle ONLUS possono fruire della detrazione dall’Irpef nella misura del 19% da calcolare su un importo massimo di 2.065,83 euro.
Va evidenziato che nello stesso limite previsto dalla suddetta agevolazione rientrano le erogazioni liberali in denaro a favore delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei paesi non appartenenti all’Ocse. Sono comprese anche le erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenute in altri Stati. In tal caso però devono essere effettuate esclusivamente tramite:
- ONLUS;
- organizzazioni non governative di cui l’Italia è membro;
- altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che prevedono tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari; amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
- associazioni sindacali di categoria.
È necessario che le erogazioni siano effettuate tramite versamento postale o bancario, o con carte di credito, carte prepagate, assegni bancari o circolari.
Attenzione: chi effettua una liberalità in denaro ad una ONLUS, al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi dovrà valutare se è più conveniente fruire della detrazione d’imposta del 19% oppure della deduzione del 10% del reddito complessivo.
In quest’ultimo caso l’erogazione deducibile determinerà, mediante la riduzione del reddito imponibile, un beneficio pari all’aliquota massima raggiunta dal contribuente.
ROGAZIONI LIBERALI:
LE AGEVOLAZIONI FISCALI
LA DEDUZIONE DELLE EROGAZIONI DELLE IMPRESE
In alternativa alla deducibilità prevista dal citato decreto sulla competitività, n. 35 del 2005, le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali, eccetera), a fronte di erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni suddette possono dedurre dal reddito di impresa un importo non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito di impresa dichiarato.
Quando si tratta di erogazioni liberali in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica e da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri Stati, è prevista una duplice agevolazione a seconda che l’erogazione consista in una somma di denaro o in una cessione di beni.
Le erogazioni liberali in denaro effettuate per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati e enti individuati con appositi provvedimenti, sono deducibili, quali componenti negative, dal reddito di impresa.
Le cessioni gratuite di beni non sono considerate destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa. Pertanto, non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze.
 
CESSIONI GRATUITE DI BENI DELLE IMPRESE
Al fine di incentivare le erogazioni in natura, è prevista una particolare disciplina secondo la quale, ai fini delle imposte sui redditi, non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, e quindi non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze, le seguenti cessioni in favore delle ONLUS:
• cessione gratuita, e senza alcun limite, di derrate alimentari e prodotti farmaceutici alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa cedente. Si tratta di quei prodotti alimentari o farmaceutici che vengono generalmente esclusi dal commercio per difetti di confezionamento o altre cause che, comunque, non ne impediscono l’utilizzo (ad esempio prodotti prossimi alla scadenza);
• cessione gratuita anche di altri beni, diversi dai precedenti, a condizione che:
- si tratti di beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;
- il costo specifico complessivo dei beni ceduti non sia superiore a 1.032,91 euro. Tale costo specifico, vale a dire il costo sostenuto dall’impresa per la realizzazione o l’acquisto dei beni, concorre, peraltro, con eventuali erogazioni liberali in denaro alla formazione del limite di deducibilità indicato nel paragrafo precedente (fino a 2.065,83 euro o al 2% del reddito d’impresa dichiarato).
Per fruire delle agevolazioni sopra indicate tanto l’impresa cedente quanto la ONLUS beneficiaria devono rispettare alcuni adempimenti (indicati in tabella).
 
IMPRESA CEDENTE
La ONLUS l’obbligo di comunicare preventivamente al competente ufficio delle Entrate, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, le singole cessioni di beni dichiarazione da rilasciare all’impresa donante; in essa occorre attestare l’impegno ad utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali e a realizzare l’effettivo utilizzo diretto (la comunicazione è esclusa nei casi di beni facilmente deperibili e di modico valore) deve annotare nei registri IVA, o in apposito prospetto, quantità e qualità dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese deve conservare la dichiarazione rilasciata dalla ONLUS nei cui confronti ha effettuato la cessione. Si ricorda, infine, che le cessioni gratuite di beni a favore delle ONLUS, alla cui produzione e scambio è diretta l’attività dell’impresa, sono considerate operazioni esenti da IVA.
 
COSTI DEL PERSONALE PER PRESTAZIONI EROGATE IN FAVORE DELLE ONLUS
Sono deducibili dal reddito prodotto dalle imprese le spese relative all’impiego di lavoratori dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, le cui prestazioni sono rese a beneficio di una ONLUS, nel limite del cinque per mille del costo globale di lavoro dipendente indicato nella dichiarazione dei redditi.
In pratica, è consentito alle imprese “dare in prestito” i propri dipendenti ad una ONLUS senza, con questo, dover rinunciare alla deduzione delle relative spese.
 
QUALCHE INFORMAZIONE IN PIÙ SULLE ONLUS
Possono assumere la qualifica di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (acronimo ONLUS) le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative ed altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica. La qualifica di ONLUS invece è espressamente esclusa agli enti pubblici, alle società commerciali diverse da quelle cooperative, alle fondazioni bancarie, ai partiti e ai movimenti politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni di datori di lavoro e alle associazioni di categoria.
Oltre a rispettare una serie di vincoli statutari, gli enti che intendono assumere la qualifica di ONLUS devono operare nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale tassativamente nei seguenti settori di attività:
1. assistenza sociale e socio-sanitaria;
2. assistenza sanitaria;
3. beneficenza;
4. istruzione;
5. formazione;
6. sport dilettantistico;
7. tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse storico ed artistico;
8. tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente (con esclusione dell’abituale attività di raccolta e riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, speciali e pericolosi);
9. promozione della cultura e dell’arte;
10. tutela dei diritti civili;
11. ricerca scientifica di particolare interesse sociale.
Nella categoria delle ONLUS sono comprese anche le c.d. “ONLUS di diritto” e cioè gli organismi di volontariato iscritti nei registri regionali, le organizzazioni non governative riconosciute idonee dal Ministero degli Affari Esteri (c.d. ONG, vedi più avanti) e le cooperative sociali iscritte nella “sezione a mutualità prevalente” dell’Albo Nazionale delle società cooperative (sostitutivo dei soppressi registri prefettizi) nella speciale sottosezione riservata alle cooperative che vengono qualificate a mutualità prevalente direttamente dalla legge.
 
LE AGEVOLAZIONI FISCALI
Sono inoltre considerate ONLUS c.d. “parziali”, limitatamente all’esercizio delle attività sopra elencate, gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato accordi o intese e le associazioni di promozione sociale (APS) le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’Interno.
Per acquisire la qualifica di ONLUS gli enti interessati devono presentare una apposita comunicazione presso la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale dell’organizzazione; alla comunicazione deve essere allegata anche una dichiarazione sostitutiva o in alternativa copia dello statuto o dell’atto costitutivo.
Questo controllo preventivo a cura dell’Agenzia delle Entrate consente così l’iscrizione all’anagrafe unica delle ONLUS che ha effetto costitutivo del diritto ad usufruire delle agevolazioni fiscali previste dal Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.
 AGEVOLAZIONI FISCALI
LE LIBERALITÀ ALLE UNIVERSITÀ, AGLI ISTITUTI SCOLASTICI E ALLA RICERCA -  DONAZIONI ALLE UNIVERSITÀ ED AGLI ENTI DI RICERCA
Le persone fisiche possono portare in deduzione dal reddito dichiarato le erogazioni liberali in denaro, senza limiti di importo, a favore di:
- università e fondazioni universitarie (di cui all’articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000 n. 388 regolamentate con il D.P.R. 24 maggio 2001, n. 254);
- istituzioni universitarie pubbliche;
- enti di ricerca pubblici, nonché quelli privati vigilati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (ivi compresi l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro);
- enti parco regionali e nazionali.
Le erogazioni devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Attenzione: tutti gli atti riguardanti i trasferimenti a titolo gratuito a favore dei soggetti sopra elencati, sono esenti da tasse e da imposte indirette diverse dall’IVA e da diritti dovuti a qualunque titolo. Inoltre, è ridotto del 90%, l’onorario spettante al notaio sui
citati atti di donazione.
Le imprese possono portare in deduzione dal reddito, senza alcun limite, le erogazioni liberali effettuate per il finanziamento della ricerca in favore dei soggetti sopra elencati nonché di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute aventi per oggetto statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica, individuate con D.P.C.M. 8 maggio 2007.
Dal reddito d’impresa sono deducibili, inoltre, le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore di organismi di gestione di parchi e riserve naturali, statali e regionali, e di ogni altra zona di tutela speciale paesistico-ambientale individuata dalla vigente disciplina statale e regionale nonché gestita dalle associazioni e fondazioni private legalmente riconosciute che, senza scopo di lucro, svolgono o promuovono attività dirette alla tutela del patrimonio ambientale, individuate periodicamente con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, destinate a sostenere attività di conservazione, valorizzazione, studio, ricerca e sviluppo dirette al conseguimento delle finalità di interesse generale cui corrispondono tali ambiti protetti.
 
LE AGEVOLAZIONI FISCALI
La ricerca scientifica beneficia, inoltre, di un’ulteriore agevolazione. Infatti, la legge n. 156 del 2005, di conversione del decreto legge n. 106 del 2005, ha esteso alle fondazioni e associazioni dedite alla ricerca scientifica le agevolazioni fiscali previste dal decreto sulla competitività. Pertanto, alle persone fisiche e agli enti soggetti all'IRES è riconosciuta la possibilità di dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le liberalità in denaro o in natura erogate in favore di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (più specificatamente, l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti).
Attenzione: nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui, vanno comprese anche eventuali erogazioni liberali alle Onlus, alle associazioni di promozione sociale iscritte nell’apposito registro nazionale, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico (vedi capitoli 2, 5 e 8).
Detta agevolazione è stata resa operativa con l’individuazione dei “beneficiari” dell’erogazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 maggio 2007.
Ai fini della deducibilità dal reddito, le erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Le erogazioni liberali in natura devono essere considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari); il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, perizie, eccetera), deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l’indicazione dei relativi valori.
Riguardo agli altri presupposti soggettivi e oggettivi, al divieto di cumulo con altre agevolazioni fiscali, alle sanzioni, valgono le stesse regole illustrate per le erogazioni liberali a favore delle ONLUS.
Resta ferma la possibilità per le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali, eccetera) di dedurre nel limite del 2% del reddito d’impresa dichiarato:
1. le erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità di ricerca scientifica, educazione, istruzione, assistenza sociale e sanitaria o culto;
2. le erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche aventi sede nel Mezzogiorno che perseguono esclusivamente finalità di ricerca scientifica.
Così pure sono deducibili dal reddito di impresa le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e di associazioni legalmente riconosciute, per la realizzazione di programmi di ricerca scientifica nel settore della sanità, autorizzate con apposito decreto dal Ministro della Salute che determina anche l’ammontare delle erogazioni deducibili per ciascun soggetto erogatore fino a concorrenza delle somme destinate allo scopo. Il Ministero della Salute vigila sull’impiego delle erogazioni e comunica all’Agenzia
delle Entrate, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, l’elenco dei soggetti erogatori e l’ammontare delle erogazioni liberali deducibili che hanno effettuato.
 
EROGAZIONI LIBERALI A FAVORE DI ISTITUTI SCOLASTICI
A partire dal 2007 sono detraibili dall’imposta sul reddito, nella misura del 19%, le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa.
La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero mediante altri sistemi di pagamento.
Coloro che hanno effettuato le donazioni di cui sopra non possono far parte del consiglio di istituto e della giunta esecutiva delle istituzioni scolastiche. Sono esclusi dal divieto coloro che hanno effettuato una donazione per un valore non superiore a 2.000 euro in ciascun anno scolastico.
Per le imprese, sempre a decorrere dal periodo d’imposta 2007, è prevista la possibilità di dedurre le predette erogazioni, nel rispetto delle condizioni sopra indicate, fino al 2% del reddito d’impresa dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui.
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LE LIBERALITÀ A FAVORE DELLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE (ONG) LA DEDUCIBILITÀ DELLE EROGAZIONI LIBERALI ALLE ONG
A partire dal 2005, poiché le Organizzazioni Non Governative (ONG) sono comprese nella categoria delle ONLUS di diritto, le persone fisiche e gli enti soggetti all’IRES, in particolare società ed enti commerciali e non commerciali, possono beneficiare delle più ampie agevolazioni introdotte sulle liberalità a favore delle ONLUS.
 Per effetto del cosiddetto decreto sulla competitività, infatti, sia le persone fisiche che gli enti soggetti all’IRES possono dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, nel limite del 10% del reddito dichiarato e, comunque, nella misura massima di 70.000 euro, le erogazioni liberali (contributi, donazioni, beneficenza) effettuate a favore delle ONG.
Attenzione: nel suddetto limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro vanno comprese anche eventuali erogazioni liberali alle altre Onlus, alle associazioni di promozione sociale iscritte nell’apposito registro nazionale, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la pro
mozione di attività di ricerca scientifica individuate con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Questa deduzione non può cumularsi con le altre agevolazioni fiscali illustrate di seguito.
 
LE ALTRE AGEVOLAZIONI FISCALI SULLE EROGAZIONI LIBERALI ALLE ONG
Le erogazioni liberali (contributi, donazioni, beneficenza) a favore delle Organizzazioni Non Governative (ONG) sono deducibili dalle persone fisiche, per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato.
I contribuenti devono conservare le ricevute dei versamenti effettuati in conto corrente postale o bancario o le quietanze delle liberalità.
In alternativa alla deducibilità dal reddito, poiché le ONG sono comprese nella categoria delle ONLUS di diritto, le persone fisiche possono detrarre il 19% delle erogazioni liberali in denaro, per un importo complessivamente non superiore a 2.065,83 euro. Tuttavia, in questo stesso limite rientrano, anche, sia le erogazioni liberali in denaro a favore delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei paesi non appartenenti all’Ocse, che le erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenute in altri Stati. In tal caso però devono essere effettuate esclusivamente tramite:
- ONLUS;
- organizzazioni non governative di cui l’Italia è membro; 
-altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che prevedono tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;
- amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
- associazioni sindacali di categoria.
È necessario che le erogazioni siano effettuate tramite versamento postale o bancario, o con carte di credito, carte prepagate, assegni bancari o circolari.
Anche le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali, eccetera) hanno la possibilità di dedurre nel limite del 2% del reddito dichiarato le erogazioni liberali effettuate a favore delle ONG ma nello stesso limite vanno comprese le eventuali erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità di ricerca scientifica, educazione, istruzione, assistenza sociale e sanitaria o culto.
 
QUALCHE INFORMAZIONE IN PIÙ SULLE ONG
Le Organizzazioni Non Governative operano nella cooperazione allo sviluppo e sono riconosciute a seguito di una severa istruttoria dal Ministero degli Affari Esteri che ne gestisce anche l’elenco (tra le più note ricordiamo Medici senza frontiere, Caritas Italiana, Emergency, WWF Italia).
In appendice, riportiamo l’elenco completo delle ONG idonee. Per avere altre informazioni sulle Organizzazioni (sede, recapiti, eventuali siti internet) si rinvia al sito della Cooperazione italiana allo sviluppo (all’indirizzo: http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Partner/ONG/ONG.asp). La disciplina relativa alla cooperazione dell’Italia con i paesi in via di sviluppo è contenuta nella legge 26 febbraio 1987 n. 49. Il riconoscimento di idoneità alle organizzazioni non governative può essere dato per uno o più settori di intervento, a condizione che le stesse:
- risultino costituite ai sensi della legislazione nazionale di uno Stato membro dell’Unione Europea o di altro Stato aderente all’accordo sullo spazio economico europeo;
- abbiano come fine istituzionale quello di svolgere attività di cooperazione allo sviluppo;
- non perseguano finalità di lucro e prevedano l’obbligo di destinare ogni provento per i fini istituzionali, compresi i proventi derivanti da attività accessorie;
- non abbiano rapporti di dipendenza da enti con finalità di lucro, né siano collegate in alcun modo agli interessi di enti pubblici o privati, italiani o stranieri aventi scopo di lucro;
- diano garanzie adeguate in ordine alla realizzazione delle attività previste, disponendo anche delle strutture e del personale qualificato necessari;
- documentino esperienza operativa e capacità organizzativa di almeno tre anni, in rapporto ai paesi in via di sviluppo;
- presentino dei bilanci analitici relativi all’ultimo triennio e documentino la tenuta della contabilità;
- si obblighino alla presentazione di una relazione annuale sullo stato di avanzamento dei programmi in corso.
 
LE LIBERALITÀ ALLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE
LA DEDUCIBILITÀ DELLE EROGAZIONI LIBERALI ALLE APS
Le persone fisiche e gli enti soggetti all’IRES, quali società ed enti commerciali e non commerciali, possono ridurre il reddito complessivo delle erogazioni liberali in denaro o in natura operate a favore delle Associazioni di Promozione Sociale (APS) iscritte nel registro nazionale, compresi i livelli di organizzazione territoriale e circoli affiliati.
La deduzione prevista è pari al 10% del reddito dichiarato e, comunque, non può essere superiore a 70.000 euro (più specificatamente, l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti).
Per fruire dell’agevolazione è necessario che le erogazioni liberali in denaro siano effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Per quanto riguarda le erogazioni liberali in natura, è invece previsto che siano considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stesse specie o similari). Inoltre, il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante detto valore normale (che può essere costituita da listini, tariffari, perizie, eccetera) deve farsi consegnare dal beneficiario dell’erogazione una ricevuta in cui siano indicati dettagliatamente i beni erogati e i relativi valori.
Attenzione: nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro, vanno comprese anche eventuali erogazioni liberali alle ONLUS, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica individuate con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (vedi capitoli 2, 3 e 8).
Affinché il donatore possa valersi della deduzione fiscale, occorre, infine, che il beneficiario dell’e- rogazione:
• tenga scritture contabili che descrivano con completezza ed analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione;
• rediga, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito documento attestante la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del periodo di gestione.
Il documento rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria può assumere forma simile a quella di un vero e proprio bilancio, rappresentato da stato patrimoniale e rendiconto gestionale. Lo stato patrimoniale deve distinguere tra attività istituzionale, accessoria, di raccolta fondi e la gestione del patrimonio finanziario. Il rendiconto gestionale deve indicare tipologia e qualità delle risorse, sia in entrata che in uscita. Inoltre, è consigliabile che l’ente predisponga una relazione sulla gestione per illustrare le varie voci di bilancio.
Nei confronti dei contribuenti che nella dichiarazione dei redditi espongono indebite deduzioni dal- l'imponibile, operate in violazione dei presupposti di deducibilità sopra evidenziati, si applica la sanzione dal 200% al 400% della maggiore imposta o della differenza del credito (corrispondente alla sanzione ordinaria maggiorata del 200%).
Non si applica la sanzione maggiorata del 200% in caso di mancato rispetto degli obblighi contabili.
Nel caso in cui la deduzione risulti indebita per l’insussistenza dei caratteri solidaristici e sociali dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico o rappresentati a chi effettua l’erogazione, l’ente beneficiario ed i suoi amministratori sono obbligati in solido con coloro che hanno donato per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate.
Divieto di cumulo. Questa deduzione non può cumularsi con altre agevolazioni fiscali previste da altre norme (vedi paragrafo successivo), indipendentemente dall’importo erogato. Ad esempio, se il contribuente effettua erogazioni liberali (anche a più beneficiari) per un valore superiore al limite massimo consentito di 70.000 euro, non potrà avvalersi, per la parte eccedente tale limite, del beneficio della deduzione o detrazione, neppure ai sensi di altre disposizioni di legge.
La scelta effettuata per un tipo di agevolazione si applica a tutto il periodo d’imposta.
 
LE ALTRE AGEVOLAZIONI FISCALI SULLE EROGAZIONI LIBERALI ALLE APS
In alternativa alla deducibilità sopra illustrata, le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali in denaro alle associazioni di promozione sociale possono fruire della detrazione dall’Irpef nella misura del 19% da calcolare su un importo massimo di 2.065,83 euro.
È necessario che le erogazioni siano effettuate tramite versamento postale o bancario, o con carte di credito, carte prepagate, assegni bancari o circolari.
Le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali, eccetera), invece, a fronte di erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni suddette possono dedurre dal reddito di impresa un importo non superiore a 1.549,37 euro o al 2% del reddito di impresa dichiarato.
 
QUALCHE INFORMAZIONE IN PIÙ SULLE APS
Le associazioni di promozione sociale regolamentate dalla legge 7 dicembre 2000 n. 383 testimoniano il crescente interesse del legislatore per il settore non profit. La legge n. 383 del 2000 contiene infatti principi e norme volte a valorizzare l’associazionismo sociale favorendo la formazione di nuove realtà associative ed il consolidamento di quelle esistenti.
Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni, costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore degli associati o di terzi senza finalità di lucro.
Le associazioni di promozione sociale si costituiscono con atto scritto nel quale devono essere indicati tutti gli elementi previsti dalla legge come la denominazione, l’oggetto sociale, l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono essere divisi fra gli associati in nessun caso, neppure in forme indirette. Per il perseguimento dei fini istituzionali le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente delle attività prestate dai propri associati in forma volontaria, libera e gratuita.
In caso di particolari necessità le associazioni di promozione sociale possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo.
Non sono considerate associazioni di promozione sociale i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati. Presso il Ministero della Solidarietà Sociale è istituito il registro nazionale delle istituzioni di pro- mozione sociale.
L’elenco delle Associazioni di Promozione Sociale è consultabile sul sito internet del Ministero della Solidarietà Sociale al seguente indirizzo:
http://www.solidarietasociale.gov.it/SolidarietaSociale/tematiche/AssociazionismoSociale/
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LE LIBERALITÀ ALLE ISTITUZIONI RELIGIOSE
Dal reddito complessivo le persone fisiche possono dedurre, fino all’importo di 1.032,91 euro, le erogazioni liberali in denaro a favore di istituzioni religiose.
Per documentare questa liberalità i contribuenti devono conservare le ricevute di versamento in conto corrente postale, le quietanze liberatorie o le ricevute in caso di bonifico bancario.
Più specificatamente, sono deducibili le erogazioni liberali in denaro a favore:
- dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica Italiana;
- della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e delle Comunità ad essa collegate per fini di sostenta- mento dei ministri di culto e per specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione;
- della Chiesa Valdese, Unione delle Chiese metodiste Valdesi, per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini delle Chiese e degli enti facenti parte dell’ordinamento valdese;
- dell’Ente morale Assemblee di Dio in Italia, per il sostentamento dei ministri di culto e per esigenze di culto, di cura delle anime e di amministrazione ecclesiastica;
- dell’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, per il sostentamento dei mini- stri di culto e dei missionari e per specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione;
- dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane, nonché delle Comunità ebraiche per i contributi annuali;
- dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini delle Chiese e degli enti aventi parte nell’Unione.
Ciascuna delle suddette erogazioni (compresi, per le Comunità ebraiche, i contributi annuali) è deducibile fino all’importo massimo di 1.032,91 euro.
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LE LIBERALITÀ AL SETTORE CULTURALE E DELLO SPETTACOLO
LE EROGAZIONI DELLE PERSONE FISICHE
Sono previste agevolazioni fiscali, consistenti in una detrazione dall’Irpef, a favore delle persone fisi- che che effettuano erogazioni liberali per le attività di seguito indicate.
ATTIVITÀ CULTURALI E ARTISTICHE
Le persone fisiche possono portare in detrazione dall’Irpef, nella misura del 19%, le erogazioni liberali per attività culturali ed artistiche.
In particolare, possono fruire di tale beneficio le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente costituiti con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro delle cose individuate ai sensi del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 e del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409 e successive modificazioni e integrazioni.
Il soggetto erogatore ed il beneficiario attuatore dell’iniziativa culturale devono stipulare una convenzione – nel caso in cui uno dei soggetti sia un’amministrazione, un ente o un’istituzione pubblica – o un accordo scritto, corredati dal relativo progetto, secondo le indicazioni fornite dal Ministero per i beni e le attività culturali con le circolari n. 183 del 22 dicembre 2005 e n. 38 del 19 febbraio 2007.
Sono comprese anche le erogazioni effettuate per l’organizzazione in Italia e all’estero di mostre e di esposizioni di rilevante interesse scientifico-culturale delle cose anzidette, e per gli studi e per le ricerche eventualmente a tal fine necessari, nonché per ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico promozionali, compresi gli studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione, e le pubblicazioni relative ai beni culturali.
Le iniziative culturali devono essere autorizzate dal Ministero per i beni e le attività culturali.
Rientra in questa agevolazione anche il costo specifico o, in mancanza, il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, in base ad apposita convenzione.
 
ATTIVITÀ DI ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI CHE OPERANO NELLO SPETTACOLO
Sono detraibili nella misura del 19% le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche, per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato, a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute e senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, effettuate per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento delle strutture esistenti, nonché per la produzione nei vari settori dello spettacolo.
È previsto che le erogazioni affluiscano allo Stato nel caso in cui i beneficiari non le utilizzino entro il termine di due anni dalla data del ricevimento, per le finalità sopra indicate (restauro e potenziamento delle strutture esistenti, produzione nei vari set-
tori dello spettacolo).
 
LE EROGAZIONI DELLE IMPRESE
Anche le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali, eccetera) possono usufruire di vantaggi fiscali per le liberalità a favore del settore culturale e dello spettacolo. In particolare, si possono distinguere tre diversi tipi di erogazioni che consentono tutte la deducibilità dal reddito di impresa.
 
LE EROGAZIONI LIBERALI PER ATTIVITÀ CULTURALI ED ARTISTICHE
Possono fruire di tale beneficio le imprese che effettuano erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico effettuate per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro delle cose individuate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 e del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409 e successive modificazioni e integrazioni.
Per tali erogazioni, il soggetto erogatore dovrà presentare alle Soprintendenze di settore competenti apposita istanza, corredata da un dettagliato progetto dell’iniziativa culturale che si intende sostenere finanziariamente, secondo le indicazioni fornite dal Ministero per i beni e le attività culturali con la circolare n. 38 del 19 febbraio 2007. Le attività e le iniziative in argomento devono essere preventivamente autorizzate dal Ministero per i beni e le attività culturali.
Possono essere dedotte dal reddito d’impresa, per l’intero ammontare delle erogazioni effettuate, le somme in denaro che le imprese destinano a soggetti operanti nei settori dei beni culturali e dello spettacolo per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali e per la realizzazione dei programmi culturali.
Per usufruire dell’agevolazione è necessario che le erogazioni siano effettuate:
- esclusivamente nei confronti dei soggetti individuati dal Decreto Ministeriale del 3 ottobre 2002;
- mediante sistemi di pagamento che consentano lo svolgimento di adeguati controlli quali, ad esempio, conti correnti bancari, postali, vaglia postali, assegni non trasferibili intestati all’ente destinatario dei versamenti e con l’indicazione, nella causale, del preciso riferimento all’art. 100, comma 2, lettera m) del TUIR, oppure all’art. 38 della legge n. 342 del 2000.
Le imprese che effettuano queste erogazioni liberali devono comunicarle entro il 31 gennaio del- l'anno successivo a quello di riferimento al Ministero per i beni e le attività culturali e, per via telematica, all'Agenzia delle Entrate riportando le seguenti indicazioni: - l’ammontare delle erogazioni effettuate nel periodo di imposta;
- le proprie generalità complete, comprensive dei dati fiscali; - i soggetti beneficiari dell'erogazione.
Chi può beneficiare delle liberalità
Possono beneficiare di queste erogazioni liberali:
 - lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali;
- le persone giuridiche, costituite o partecipate dallo Stato o dalle Regioni o dagli Enti Locali; - gli enti pubblici o persone giuridiche private costituite mediante leggi nazionali o regionali;
- i soggetti, aventi personalità giuridica pubblica o privata, che, almeno in uno degli ultimi 5 anni precedenti l'anno d'imposta in cui avviene l'erogazione in loro favore, abbiano ricevuto ausili finanziari o che, pur non avendoli ricevuti, si trovino nella condizione di aver diritto a riceverli, anche se nel primo anno di imposta in cui avviene l’erogazione;
- i soggetti che abbiano comunque ricevuto ausili finanziari, almeno in uno degli ultimi 5 anni antecedenti all'anno di imposta in cui avviene l'erogazione, direttamente previsti da disposizioni di legge statale o regionale;
- le associazioni, fondazioni e consorzi costituiti sia tra enti locali e soggetti aventi personalità giuridica di diritto privato rientranti nelle categorie precedenti, sia esclusivamente tra questi ultimi soggetti;
- persone giuridiche private titolari o gestori di musei, gallerie, pinacoteche, aree archeologiche o raccolte di altri beni culturali o universalità di beni mobili soggetti ai vincoli ed alle prescrizioni di cui al Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004, funzionalmente organizzati ed aperti al pubblico per almeno 5 giorni alla settimana con orario continuato o predeterminato;
- persone giuridiche private che esercitano attività dirette a formare e diffondere espressioni della cultura e dell’arte, così come definite dal Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 .
 
LE EROGAZIONI A FAVORE DI FONDAZIONI ED ASSOCIAZIONI OPERANTI NELLO SPETTACOLO
Sono deducibili per un importo non superiore al 2% del reddito di impresa dichiarato, le erogazioni in denaro effettuate dalle imprese a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute che senza scopo di lucro svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, effettuate per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento delle strutture esistenti, nonché per la produzione nei vari settori dello spettacolo.
È previsto che le erogazioni affluiscano allo Stato nel caso in cui i beneficiari non le utilizzino entro il termine di due anni dalla data del ricevimento, per le finalità sopra indicate (restauro e potenziamento delle strutture esistenti, produzione nei vari settori dello spettacolo).
 
EROGAZIONI A TUTELA DI BENI DI INTERESSE ARTISTICO, STORICO, PAESAGGISTICO
Le persone fisiche e gli enti soggetti all’IRES, in particolare società ed enti commerciali e non commerciali, possono dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le erogazioni liberali effettuate a partire dal 15 maggio 2005 a favore di fondazioni e associazioni regolarmente riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico.
Il limite dell’erogazione deducibile (in denaro o in natura) è del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (più specificatamente, l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti).
Attenzione: nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro, vanno comprese anche eventuali erogazioni liberali alle ONLUS, alle associazioni di promozione sociale iscritte nell’apposito registro nazionale, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica individuate con D. P. C. M..
Le fondazioni e le associazioni beneficiarie devono aver acquisito la personalità giuridica e devono operare per la tutela e la valorizzazione dei beni che sono stati individuati dagli artt. 10, 11 e 134 del decreto legislativo n. 42 del 2004.
Ai fini della deducibilità dal reddito, le erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Le erogazioni liberali in natura devono essere considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari); il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, perizie, eccetera), deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l’indicazione dei relativi valori.
Riguardo agli altri presupposti soggettivi e oggettivi, al divieto di cumulo con altre agevolazioni fiscali, alle sanzioni, valgono le stesse regole illustrate per le erogazioni liberali a favore delle ONLUS
 
EROGAZIONI ALLE ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE
Sono detraibili dall’Irpef nella misura del 19%, da calcolare su un importo massimo complessivo di 1.500 euro, le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche a favore delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche.
Il versamento deve essere effettuato tramite banca o posta ovvero con carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari non trasferibili intestati all’associazione destinataria.
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LE AGEVOLAZIONI FISCALI
Attenzione: con la finalità di promuovere lo sport tra i bambini e i giovani tra i 5 e i 18 anni, a partire dal 2007, è stata introdotta anche una detrazione dall’Irpef del 19 per cento, calcolabile su un importo massimo di 210 euro, in riferimento alle spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destina- ti alla pratica sportiva dilettantistica.
 
EROGAZIONI LIBERALI AI PARTITI POLITICI
Le persone fisiche che vogliono contribuire al finanziamento di partiti e movimenti politici possono detrarre dall’Irpef, nella misura del 19%, le erogazioni liberali in denaro versate a detti soggetti per importi compresi tra 51,65 euro e 103.291,38 euro, a condizione che:
 - l’erogazione sia effettuata mediante versamento postale o bancario;
- beneficiari della donazione siano partiti o movimenti politici che nel periodo d'imposta in cui è effettuata l’erogazione abbiano almeno un parlamentare eletto alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica.
Per le imprese la stessa detrazione d’imposta (19%), sempre nei limiti di importo sopra indicati, spetta inoltre, se residenti nel territorio dello Stato:
- alle società per azioni e in accomandita per azioni;
- alle società a responsabilità limitata, alle società cooperative e alle società di mutua assicurazione;
- agli enti pubblici e privati diversi dalle società che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.
L’agevolazione non spetta:
- ai singoli soci, per le erogazioni effettuate dalle società semplici;
- agli enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica o i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri;
- alle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, i citati soggetti, ovvero ne siano controllati o siano controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesimi.
La somma versata per l’acquisto della tessera del partito non rientra tra le erogazioni liberali detraibili
 
EROGAZIONI ALLE FONDAZIONI OPERANTI NEL SETTORE MUSICALE
Sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%, su un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato, i contributi in denaro versati dalle persone fisiche a favore degli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale, per i quali è prevista la trasformazione in fondazioni di diritto privato ai sensi dell’art. 1 del decreto legislativo n. 367 del 1996.
Tale limite è elevato al 30% nel caso in cui le somme siano versate:
- al patrimonio della fondazione dai soggetti privati al momento della loro partecipazione;
- come contributo alla sua gestione nell’anno in cui è pubblicato il decreto di approvazione della delibera di trasformazione in fondazione;
- come contributo alla gestione della fondazione per i tre periodi di imposta successivi alla data di pubblicazione del suddetto decreto.
In quest’ultimo caso, per fruire della detrazione, il contribuente deve impegnarsi con atto scritto a versare una somma costante per i predetti tre periodi di imposta successivi alla pubblicazione del citato decreto di approvazione della delibera di trasformazione in fondazione. In caso di mancato rispetto dell’impegno è previsto il recupero delle somme detratte.
 
EROGAZIONI LIBERALI ALLA SOCIETÀ DI CULTURA “LA BIENNALE DI VENEZIA”
Le erogazioni liberali in denaro a favore della società di cultura “La Biennale di Venezia” effettuate dalle persone fisiche sono detraibili dall’Irpef dovuta nella misura del 19%. Il limite massimo su cui calcolare la detrazione è pari al 30% del reddito complessivo dichiarato.
 
CESSIONE DI PRODOTTI EDITORIALI E DOTAZIONI INFORMATICHE
Per i titolari di reddito di impresa (o di lavoro autonomo) non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio dell’attività e, pertanto, non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze patrimoniali, le cessioni gratuite di dotazioni informatiche e di prodotti editoriali non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione a favore di:
- enti locali;
- istituti di prevenzione e pena;
- istituzioni scolastiche;
- orfanotrofi;
- enti religiosi.
Si considerano non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione quei beni che:
- non sono più in distribuzione;
- presentano difetti e vizi di produzione tali da renderli non idonei all'immissione sul mercato;
– per la loro obsolescenza tecnologica, non risultano più adeguati alle esigenze del cedente.
 
Quali sono i prodotti editoriali e le dotazioni interessati all’agevolazione?
Sono i prodotti realizzati su carta (compresi i libri) o su supporto informatico, destinati alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione d'informazioni presso il pubblico con ogni mezzo. Sono esclusi i prodotti discografici o cinematografici. Si tratta delle componenti elettroniche, hardware e software, necessarie per la raccolta, l'archiviazione, l'elaborazione e la trasmissione delle informazioni.ZIONI LIBERALI:
 
LA DESTINAZIONE DEL 5 PER MILLE
Il disegno della legge finanziaria per il 2008 proroga ulteriormente la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di interesse sociale.
Così come previsto nel 2006, anche nel 2007 il contribuente ha effettuato la scelta di destinazione della quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche, relativa al periodo di imposta 2006, apponendo la firma in uno dei 3 appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (CUD; 730/1; UNICO PF, ovvero, sulla scheda per la scelta dell’8 e del 5 per mille, inserita nel fascicolo delle istruzioni dell’Unico PF riservata ai soli soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione).
La scelta non è alternativa con quella dell’8 per mille e non determina maggiori imposte da pagare. Oltre alla firma, il contribuente ha dovuto indicare il codice fiscale dello specifico soggetto cui desti- nare direttamente la quota del 5 per mille.
In particolare sono state previste le seguenti possibilità di destinazione:
• sostegno delle ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) di cui all’art. 10 del Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, previsti dall’art. 7, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), del Decreto Legislativo 460 del 1997;
• finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università;
• finanziamento agli enti della ricerca sanitaria.
Attenzione: il decreto legge n.159 del 2007, convertito con modificazioni dalla legge n. 222 del 29 novembre 2007, ha ammesso al riparto della quota del 5 per mille dell’Irpef, per il 2005 e il 2006, anche le associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal Coni.
Un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha definito la procedura per la predisposizione degli elenchi dei possibili beneficiari, per la formulazione della scelta e per la successiva assegnazione delle somme.
Il primo elenco relativo alle ONLUS, alle Associazioni di Promozione Sociale e alle associazioni riconosciute è stato curato dall’Agenzia delle Entrate.
Gli altri due elenchi pubblicati, relativi agli enti della ricerca scientifica e dell’università e agli enti della ricerca sanitaria, sono stati, invece, predisposti a cura del Ministero dell’università e della ricerca e del Ministero della salute.
AGEVOLAZIONI FISCALI
Fonti normative primarie e prassi
Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633
Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) Legge 26 febbraio 1987, n. 49
Legge 11 agosto 1991, n. 266 Legge 8 novembre 1991, n. 381
Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 Legge 18 febbraio 1999, n. 28 (art. 1)
Legge 13 maggio 1999, n. 133
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 settembre 2000 Legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 54)
Legge 7 dicembre 2000, n. 383 Legge 6 marzo 2001, n. 52
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2001, n. 329 Decreto Ministeriale 25 maggio 2001, n. 264
Decreto Ministeriale 3 ottobre 2002 - Ministero per i beni e le attività culturali Decreto 18 luglio 2003, n. 266
Decreto Legge del 30 settembre 2003, n. 269 (convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326) Decreto Legge n. 35 del 14 marzo 2005, convertito in legge 14 maggio 2005, n. 80
(decreto per la competitività)
Decreto Legge n. 106 del 17 giugno 2005 (convertito in legge 31 luglio 2005, n. 156) Legge 23 dicembre 2005 n. 266, articolo 1, comma 337
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2006 Legge 27 dicembre 2006, n. 296
Decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 (convertito in legge 2 aprile 2007, n. 40) Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 marzo 2007
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 maggio 2007
Decreto Legge del 1° ottobre 2007, n. 159 (convertito in Legge 29 novembre 2007, n. 222) Circolare del Ministero delle Finanze n. 82 del 12 marzo 1998
Circolare del Ministero delle Finanze n. 168 del 26 giugno 1998 Circolare del Ministero delle Finanze n. 22 del 22 gennaio 1999
Circolare del Ministero delle Finanze n. 43 dell’8 marzo 2000 Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9 del 26 gennaio 2001
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 107 del 31 dicembre 2001 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 46 del 18 febbraio 2002
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 54 del 19 giugno 2002 Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 63 del 1° agosto 2002 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 292 del 9 settembre 2002
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14 del 26 febbraio 2003 Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21 del 22 aprile 2003
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 15 del 15 febbraio 2005 Risoluzione  dell’Agenzia delle Entrate n. 42 del 5 aprile 2005
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 22 del 16 maggio 2005 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 81 del 17 giugno 2005
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 39 del 19 agosto 2005
Circolare del Ministero per i beni e le attività culturali n. 183 del 22 dicembre 2005 Risoluzione n. 180 del 27 dicembre 2005
Circolare n. 20 del 13 giugno 2006, paragrafo 4
Circolare del Ministero per i beni e le attività culturali n. 38 del 19 febbraio 2007 Risoluzione n. 133 del 14 giugno 2007
Circolare n. 59 del 31 ottobre 2007
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